martedì 23 gennaio 2018

LE ASSAGGIATRICI - Rosella Postorino

Quando il tempo opaco e smisurato della nostra digestione fece rientrare l'allarme, le guardie svegliarono Leni e ci misero in fila verso il pulmino che ci avrebbe riportate a casa. Il mio stomaco non ribolliva più: si era lasciato occupare. Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.


Ogni anno, nel mese di gennaio, vengono pubblicati moltissimi romanzi che parlano dell’olocausto, della Shoah e, in più in generale, dell’epoca nazista. È un modo per celebrare la Giornata della memoria, che cade il 27 gennaio, e la necessità di non dimenticare il periodo più buio, tragico e terribile della storia mondiale. Ovviamente, come sempre succede quando si abbinano i libri alle ricorrenze, la cosa sfugge un po’ di mano e ci si ritrova quasi sommersi da titoli, che spesso quasi si scimmiottano a vicenda, e, soprattutto destinati a essere dimenticati non appena finito il periodo del ricordo. 

Sono pochi, i libri su questo tema che rimangono nel tempo. E credo di poter affermare con una certa sicurezza che Le assaggiatrici di Rosella Postorino, da poco pubblicato da Feltrinelli, sarà uno di questi.
Intanto perché parla sì di Hitler, di nazismo, Seconda guerra mondiale e persone partite e mai più tornate, ma lo fa da un punto di vista un po’ diverso, quello di una donna tedesca. E poi, indubbiamente, per lo stile dell’autrice.

Partendo dalla storia di Margot Wölk, una donna tedesca che poco prima di morire ha rivelato di aver fatto da giovane l’assaggiatrice di Hitler, Rosella Postorino racconta la storia di Rosa e delle altre donne che, durante la guerra, avevano il compito di assaggiare il cibo prima che venisse servito al Führer, così da accertarsi in tempo che non fosse avvelenato. È l’autunno del ’43, la guerra sta iniziando a prendere una piega inaspettata per la Germania, e Rosa è costretta a lasciare Berlino, dopo che sua madre è morta durante un bombardamento e suo marito è partito per andare a combattere. Si rifugia dai suoceri, a Gross- Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale dove Hitler si nasconde, ad aspettare che la guerra finisca e il marito ritorni. Lei e altre nove donne del paese vengono scelte per questo compito: da un lato hanno la sicurezza di avere cibo in abbondanza ogni giorno, dall’altro il pericolo che ogni pasto sia il loro ultimo pasto. Alcune svolgono questo compito con entusiasmo, onorate di avere un ruolo così fondamentale per la loro patria e la loro guida, altre invece lo fanno perché sanno di non avere altra scelta. A poco a poco Rosa stringe inevitabilmente dei legami con alcune di esse: legami dettati dalla paura, dalla fragilità, ma anche dal desiderio di ribellarsi, di non arrendersi all’ingiustizia che stanno vivendo. Loro sono tedesche, è vero. Loro hanno cibo ogni giorno, è vero. Ma hanno anche delle SS che le guardano a vista e che, con l’arrivo del tenente Ziegler, instaurano un vero e proprio regime di terrore e poi, se qualcosa va male, le chiudono in una stanza e le lasciano al loro destino, perché il loro destino è proprio quello di morire al posto di qualcun altro.

Le assaggiatrici è davvero un bel libro, che racconta un altro punto di vista del dominio nazista, quello di chi l’ha vissuto in patria ignorando cosa succedesse all’esterno, che ha visto morire genitori, mariti, figli in nome di un’ideale in cui all’inizio quasi tutti credevano, quello del riscatto dell’orgoglio nazionale ferito, ma che poi a poco a poco, quando ormai non era più possibile evitarlo o fermarlo, si è rivelato per quello che era.  Ma soprattutto racconta la storia di un gruppo di donne, i loro pensieri, le loro pulsioni, i loro dubbi e le loro paure, ponendo spesso la domanda di cosa, per un singolo individuo in un determinato momento, sia lecito fare e accettare e cosa invece no per riuscire a sopravvivere.
"Perché hai smesso di cantare?"
"Non lo so."
"Che hai?"
"Questa canzone mi rattrista."
"Puoi cantarne un'altra. Oppure no, se non ti va. Possiamo stare zitti e guardarci al buio: sappiamo farlo."

La forza del romanzo sta proprio qui, nella bravura di Rosella Postorino a raccontare questi sentimenti, queste ambiguità, rimanendo sempre in bilico tra il giusto e lo sbagliato, tra la consapevolezza del male e del dolore che una persona può infliggere in un momento e quella del bene che, invece, può fare in un altro. Ed è stata brava a dare voce a queste donne, ai loro diversi punti di vista, alle loro fragilità, anche ai loro tradimenti, perché fornisce un ritratto molto fedele delle complessità umane dell’epoca.
Quella di Le assaggiatrici è una lettura intensa e non semplice da affrontare, ma che vale sicuramente la pena di fare. 

TITOLO: Le assaggiatrici
AUTORE: Rosella Postorino
PAGINE: 288
EDITORE: Feltrinelli
ANNO: 2018
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formato cartaceo: Le assaggiatrici
formato ebook: Le assaggiatrici

4 commenti:

  1. Voglio tanto, ma tanto tanto leggerlo.
    Da oggi, con te, un po' di più. ;)

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    1. Leggilo leggilo! Merita davvero! :)

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  2. Ho anch'io questo libro che leggerò a breve. Dopo la tua intensa recensione non vedo l'ora di conoscere le assaggiatrici :)

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