giovedì 28 settembre 2017

MIA NONNA SALUTA E CHIEDE SCUSA - Fredrik Backman

"Modificare i ricordi è un bel superpotere" ammette Elsa.
La nonna alza le spalle.
"Se non si riescono a eliminare le cose brutte, basta mettercene sopra altre megliose."
"Non esiste quella parola."
"Lo so."
"Grazie, nonna" dice Elsa appoggiandole la testa sul braccio.
Allora la nonna annuisce e sussurra: "Noi cavalieri del regno di Miamas facciamo solo il nostro dovere".
Perché tutti i bambini di sette anni si meritano dei supereroi.
E chi non la pensa così è fuori di testa.


Ho conosciuto lo scrittore svedese Fredrik Backman con il suo primo romanzo, L’uomo che metteva in ordine il mondo, pubblicato da Mondadori nel 2014.
Ero stata un po’ indecisa se leggerlo o meno, in realtà, per via di quel titolo un po’ respingente nella sua banalità. Ma quel romanzo in qualche modo mi chiamava. E alla fine, superate le remore, è stata una delle letture più belle di quell’anno.
Una rivelazione, sia per quanto riguarda la trama sia per lo stile, per quella capacità che Backman ha di mescolare momenti tristi ad altri molto buffi, scene commoventi ad altre esilaranti.

Due anni dopo è uscito Mia nonna saluta e chiede scusa, sempre edito da Mondadori e tradotto da Andrea Stringhetti. Un titolo che trovo fenomenale e che quindi, alla prima occasione, mi sono fatta regalare. E ci ho ritrovato esattamente tutto quello che avevo trovato nel primo romanzo, con anzi forse qualcosa in più.

Elsa è una bambina di sette anni, quasi otto, con una passione smodata per Harry Potter e Wikipedia, un’intelligenza superiore alla media che agli occhi degli altri bambini la etichetta come diversa, e una nonna supereroe che non sta ferma un attimo e che inventa per lei le avventure più fantastiche. È lei che aiuta la piccola Elsa a sconfiggere le sue paure, è lei che ha creato mondi magici in cui rifugiarsi e creature fantastiche da accudire, è lei che quando la nipote è giù di morale la porta in uno zoo di notte a vedere le scimmie per poi farsi arrestare. Ed è sempre lei che, quando se ne va, lascia in Elsa un vuoto che la piccola non sa bene come colmare. La nonna sapeva che sarebbe stato così, e, come ultimo gesto prima di morire, organizza per Elsa una misteriosa caccia al tesoro, fatta di lettere che la bambina deve consegnare, che la porterà a conoscere meglio tutti i suoi vicini di casa e le loro storie. C’è Alf, tassista scorbutico che beve sempre caffè. C’è la donna con il bambino con la sindrome. C’è quella che si veste sempre di nero, colore della sua anima. C’è Cuore di Lupo, con manie ossessivo compulsive che Elsa si divertirà a stuzzicare. Ci sono Maud e Lennard, la prima e la seconda persona più gentili al mondo, che curano tutto con caffè, abbracci e biscotti a forma di sogni. Ci sono Britt-Marie, che sorride sempre ben disposta e ha un’ossessione per le regole, e il marito Kent, sempre al telefono. E poi ci sono Ulrica, la mamma di Elsa, incinta del suo nuovo compagno George, un uomo che Elsa vorrebbe odiare, un po' perché vuole bene al suo papà sempre dubbioso, un po' perché tutti lo amano. Tanta gente popola quel palazzo e, a poco a poco, Elsa scoprirà tutte le loro storie, tutti i legami che li univano a sua nonna e, soprattutto, tra loro. Legami che difficilmente potranno sciogliersi.

Ancora una volta Fredrik Backman è riuscito a stupirmi. Leggendo Mia nonna saluta e chiede scusa più volte mi sono ritrovata un sorriso sulle labbra, a volte di vera e propria allegria, altre per come l’autore decide di risolvere le situazioni più tristi (di cui questo libro, in effetti, è ricco perché la storia che lega i vari personaggi non è delle più felici) e cercare il più possibile di far stare tutti bene.
Perché si può essere tristi quando si mangiano i babbi natale gommosi. Ma è molto, molto, molto difficile.
(Ok, confesso che a un certo punto ho anche pianto, insieme alla piccola protagonista e ai suoi nuovi amici, ma, di nuovo, era un pianto inevitabile per poter poi stare meglio).

Qualcuno ha definito i libri di questo autore un balsamo per l’anima, dei libri che scaldano il cuore e che, una volta finiti, ti lasciano addosso una bella sensazione. E per quanto io rifugga un po’ queste frasi per descrivere i libri, in questo caso sono semplicemente perfette. È vero, leggi Mia nonna saluta e chiede scusa (ma anche L’uomo che metteva in ordine il mondo) e ti senti bene. È vero, in certe scene senti proprio un calore nel petto, per come viene descritto quello che succede, per il modo in cui questa bambina di sette anni quasi otto guarda il mondo che la circonda e affronta le sue paure. È vero, lo chiudi con addosso una bella sensazione, che non ti lascia, che ritorna ogni volta che ci pensi e che ti fa ritornare lo stesso sorriso sulle labbra di quando stavi leggendo.

E Maud prepara i sogni, perché quando il buio è troppo grande per farcela e troppe cose si sono rotte in troppi modi perché si possano riparare, Maud non sa davvero che arma usare se non i sogni.
Quindi fa così. Un giorno alla volta. Un sogno alla volta. Si può pensare che sia giusto e si può pensare che sia sbagliato. E di sicuro si ha ragione in entrambi i casi. Perché la vita è sia complicata che semplice.
Per questo esistono i biscotti.

E diamine se certe volte servono i sogni e i biscotti. E anche i libri come questo.


Titolo: Mia nonna saluta e chiede scusa
Autore: Fredrik Backman
Traduttore: Andrea Stringhetti
Pagine: 401
Anno di pubblicazione: 2016
Editore: Mondadori
Prezzo di copertina: 19,50€
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formato brossura: Mia nonna saluta e chiede scusa
formato ebook: Mia nonna saluta e chiede scusa

6 commenti:

  1. Ma perché io sono tipo l'unica persona al mondo che l'ha mollato prima della metà? Inizialmente mi piaceva davvero tanto poi non so cosa sia successo, le parti in cui parlava dei mondi che si era creata mi infastidivano quasi forse perché mi distoglievano dalla storia principale... non capisco in realtà perché io stessa amo molto le fiabe, le illustrazioni anche per bambini, il fantasy e in generale il rifuggire la realtà. MISTERO.

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    1. In realtà la parte fantasy ha volte ha urtato un po' anche me, però non al punto da spingermi ad abbandonarlo, quello no :) Magari non era il suo momento :)

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  2. Uno dei (pochissimi) titoli che mi sono segnata già al momento dell'uscita e che prima o poi riuscirò a leggere.
    Baci,
    Stefi

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  3. Ma che titolo meraviglioso!!!
    Ti dico la verità: ogni volta che in un titolo o in una trama trovo le parole nonno-nonna mi vengono gli occhi a cuoricino. Sarà che devo sopperire con la fantasia ad una mancanza reale.
    Poi questo titolo, oltre, a contenere una nonna, è anche bizzarro.
    La trama e la recensione mi hanno convinta, anche perché ho una predilezione per i romanzi con tanti personaggi e altrettante storie.

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  4. questo bimbo con la sciarpa di grifondoro mi chiama da un po'... mi sa che fra un po' cederò alla tentazione

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