giovedì 20 aprile 2017

RAGIONE & SENTIMENTO - Stefania Bertola

«Cercate di capire bene una cosa, ragazze. Siamo... -  Eleonora sta per dire povere, ma alla vista di quelle tre facce spaventate decide che con un poco di zucchero la pillola andrà giù meglio. - ... Siamo pronte per una nuova vita».


I romanzi di Stefania Bertola, per me, sono delle pillole di buon umore. Sono quei libri che dovresti leggere quando sei un po’ giù di morale, senza magari un motivo specifico, e hai bisogno di qualcosa di leggero, che ti distragga, ti coinvolga e ti diverta. Si possono leggere anche quando si sta bene e si è di buon umore, per carità, ma secondo me raggiungono davvero il loro scopo in stati d’animo non proprio positivi.
Li ho letti tutti, da quando venivano pubblicato con Salani e Tea fino al passaggio a Einaudi, in cui, come ho più volte ribadito, hanno perso un po’ di bellezza nelle copertine. E tutti, in modo più o meno marcato, più o meno memorabile, mi hanno trasmesso una sensazione di buonumore, di speranza, di consapevolezza di non essere sola in certe mie assurdità e in certi miei patemi.

Lo stesso è successo con Ragione & Sentimento, uscito a gennaio per Einaudi, sebbene all'inizio fossi un po’ bloccata, rispetto ai romanzi precedenti dal fatto che si tratta di una sorta di rivisitazione contemporanea della quasi omonima (la differenza sta nella &) opera di Jane Austen.
Non sono una grande fan della Austen. Ho letto Orgoglio e pregiudizio e mi è bastato (e questo mi impedisce anche di comprendere tutto il clamore da groupie che accompagna da sempre la scrittrice… mio grosso limite, mi rendo conto), e temevo che, non conoscendo l’originale, non mi sarei ritrovata nemmeno nel romanzo della Bertola. Ma non è stato così.

Alla morte dell’avvocato penalista Gianandrea Cerrato, la moglie Maria Cristina e le tre figlie, Eleonora, Marianna e Margherita, si ritrovano all’improvviso senza soldi e senza casa. Perché sì, oltre a essere bravo nello svolgere la professione penale, l’avvocato Cerrato era anche molto portato all’accumulare debiti e a scrivere testamenti sfavorevoli nei confronti di moglie e figlie, lasciandole, con la sua morte, in mezzo a una strada.
Eleonora, figlia maggiore, meno portata al melodramma nonché unica con uno stipendio fisso, prende in mano la situazione e, grazie a uno strampalato cugino, trova una casa per madre e sorelle in centro a Torino. Piano piano, tutte riprendono a vivere la loro vita: Maria Cristina smette di piangere e riprende un po’ di vita mondana; Eleonora inizia una specie di relazione con un uomo dal trascorso (e presente) amoroso alquanto singolare, che la tiene un bel po’ sulle spine e la fa piangere più di quanto è mai stata solita fare; Marianna, da fedele adepta della Turris Eburnea, compie il Sommo Spreco, concedendosi all'uomo sbagliato, e dando vita a un enorme melodramma che avrebbe reso orgoglioso Shakespeare; e Margherita, la più giovane, è combattuta tra l’amore di due uomini che, pur essendo uno lontano e l’altro morto, le fanno comunque battere il cuore.

I lettori dei romanzi della Bertola, già dall'intricato riassunto della trama riconosceranno perfettamente lo stile. In Ragione & Sentimento ci sono storie assurde, intrecci intrecciatissimi, personaggi strampalati, grandi verità che vengono fuori nei momenti meno opportuni ed eroine fragili e a volte un po’ impaturniate, che non si fanno alcun problema a confondere ragione e sentimento, a mischiarli, a usare un po’ l’uno e un po’ l’altro. Perché, sì, l’amore è proprio così, un caos di emozioni e di gite all'Ikea.

Oggi, per lei, è il Giorno della Festa a Palazzo. Quello che per Cenerentola è l'Invito al Ballo del principe, per Anna è stata la proposta di Jimmy di andare insieme all'Ikea. Per adesso lui deve semplicemente comprarsi una scarpiera più grande, in cui riporre l'eccedenza di scarpe da ballerino che funesta il suo minialloggio, ma tutte le ragazze lo sanno, che se un uomo ti propone di andare all'Ikea insieme vuol dire che fa sul serio.

Il non aver letto Ragione e Sentimento di Jane Austen non ha pregiudicato in nessun modo la mia lettura. Mi ha impedito sicuramente di capire se come rivisitazione funziona e mi ha fatto perdere qualche strizzatina d’occhio che la scrittrice torinese fa all’opera austeniana. Però, a parte questo, Ragione & Sentimento è un romanzo che funziona a prescindere e in cui, come si diceva già prima, si ritrovano tutti gli elementi che, da quando ho letto per la prima volta Biscotti e sospetti parecchi anni fa, mi fanno adorare questa autrice.

Qui mi sembra di averla ritrovata, dopo l’entusiasmo un pochino scemato per i suoi ultimi romanzi (Ragazze Mancine, che ho trovato carino, ma non ai livelli dei primi, per esempio), e mi sono , davvero, davvero divertita.



Titolo: Ragione & Sentimento
Autrice: Stefania Bertola
Pagine: 224
Anno: 2017
Editore: Einaudi
Prezzo di copertina: 17,50 €
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formato cartaceo: Ragione & sentimento

4 commenti:

  1. Ah, la Bertola devo assolutamente lasciarmela da parte per la sessione estiva. Mi straconsigliano Romanzo rosa, che pare molto divertente. Pian piano, si spera, arriverò anche a questo. Anche se la Austen non mi piace, per niente. ;)

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    1. Romanzo rosa mi era piaciuto, ma non come i primi (Biscotti e Sospetti, A Neve ferma)... in ogni caso bisogna riconoscerle una certa genialità :)

      Attenzione a quel che dici sulla Austen, ché dopo la mia confessione mi sono già beccata due o tre "ma come, non hai letto la Austen?!? Non sai cosa ti perdi!" :P

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  2. Questa volta dissento, forse perché l'ho letto come rivisitazione più che come romanzo a sé. Ragione e Sentimento è il romanzo della Austen che mi piace meno ma, prescindendo da ciò, questo omonimo della Bertola mi ha lasciata indifferente, infastidita in alcuni punti che mi sono sembrati forzati e nulla più. Riproverò con altro di suo, nonostante tutto.

    P.S. I Cazalet mi sono piaciuti un po' meno del solito ma il livello resta alto e Archie è pucciosissimo (si può dire?) :D

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    1. In effetti leggendolo mi sono chiesta cosa provasse qualcuno che invece il romanzo della Austen lo conosce eccome. E, in effetti, lanciarlo come "rivisitazione" è una mossa abbastanza rischiosa, secondo me. Prova con i primi! :)

      Archie è superpuccioso, sì *__________*

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